L’Università di Padova, tra gli atenei più antichi al mondo, nasce nel 1222 in seguito al trasferimento spontaneo in città di un gruppo di studenti e professori di legge provenienti dal vicino studio bolognese.
L’Ateneo, sin dalle origini, fa proprio il concetto di libertas, che nei secoli determina, influenza vicende e aspetti della storia dell’università. Diverse sfumature, dunque, della nota patavina libertas, fondamentali per l’affermazione di alcune libertà individuali che oggi sono considerate inalienabili.
Palazzo del Bo, uno dei complessi edilizi più grandi e importanti di Padova, è sede universitaria già a fine Quattrocento. Il palazzo si compone di due corpi di fabbrica.
Il primo si articola intorno al cosiddetto Cortile Antico, realizzato a partire dal 1547, occupato in epoca medievale dall’Hospitium Bovis, una locanda collocata nella zona delle beccherie, ovvero delle macellerie. In ragione delle sue origini, Palazzo del Bo ha mantenuto nel suo nome l’antico appellativo di questo spazio.
Il secondo insieme di edifici è frutto delle opere di rinnovamento compiute tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento sugli spazi precedentemente occupati dal palazzo Battaglia-Capodivacca, di origine cinquecentesca. L’aspetto attuale si deve soprattutto al rettore Carlo Anti che, tra il 1932 ed il 1943 ridefinisce le forme e le funzioni del palazzo, chiamando celebri artisti e architetti a realizzare l’opera.
Accedendo dal portone principale, si entra nel cortile Antico attribuito all’architetto bergamasco Andrea Moroni, dove si possono ammirare oltre tremila stemmi affrescati o in pietra che decorano le pareti e le volte dei loggiati. Essi appartenevano a studenti con cariche accademiche e ai loro consiglieri, rappresentanti delle diverse nationes.
La grande varietà di provenienze del corpus studentesco è celebrata anche nella Sala dei Quaranta, le cui pareti accolgono i ritratti di illustri studenti stranieri, realizzati da Gian Giacomo dal Forno nel 1942 e recentemente restaurati.
Nella sala si custodisce, inoltre, la celeberrima cattedra di Galileo Galilei, un tempo collocata nella sala grande dei legisti, oggi Aula Magna, da cui il professore impartiva le sue lezioni.
Tra le opere conservate a Palazzo Bo, ancora oggi è possibile ammirare la statua del bassanese Bernardo Tabacco, rappresentante Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna, come vuole la tradizione, ad essere coronata di alloro, il simbolo dei laureati.
Il secondo corpo del palazzo è costituito dal Cortile Nuovo, edificato negli anni Trenta e Quaranta del Novecento per volontà del rettore Carlo Anti. Progettato dall’architetto Ettore Fagiuoli, per volontà dello stesso rettore, presenta un assetto completamente differente da quello antico, che esaltava “lo spirito volontaristico della goliardia padovana dal 1848 in poi”. Accesso principe al Rettorato, la Scala del Sapere si sviluppa nell’Atrio degli Eroi, dedicato agli studenti caduti nei conflitti che hanno coinvolto l’Ateneo dal 1848 in poi. La monumentale scala è stata progettata da Gio Ponti e decorata dal designer insieme alla figlia Lisa Ponti, a Fulvio Pendini e a Giovanni Dandolo, agli inizi degli anni Quaranta del Novecento, con la salita al sapere dello studente attraverso le personificazioni delle discipline. Alla base della stessa si trova la scultura dell’artista trevigiano Arturo Martini.
Alcune opere più recenti decorano il Cortile Nuovo. Gio Pomodoro nel 1992 realizza la Spirale dedicata a Galileo Galilei, per commemorare i quattrocento anni dall’arrivo del professore toscano. Nel 1995 Jannis Kounellis celebra i cinquant’anni dalla liberazione del nazifascismo con l’opera di arte povera Resistenza e Liberazione.
È possibile accedere agli spazi interni di Palazzo del Bo e di Palazzo Liviano esclusivamente attraverso accompagnamento guidato. In questa pagina potete trovare tutte le informazioni sulle visite guidate organizzate dall’Università di Padova.